Museo Archeologico A. Salinas, Palermo

Il Mosaico delle Stagioni, ritrovato all'interno di una villa romana situata nel cuore di Palermo, è oggi conservato nel Museo Archeologico Salinas.

La trionfante figura di Nettuno, divinità dei mari, spicca nel grandioso mosaico delle stagioni rinvenuto nel complesso di villa Bonanno, a Palermo, e ora conservato presso il Museo Archeologico A. Salinas. Il busto del dio, insieme ad altre raffigurazioni allegoriche, è racchiuso in un pannello ottagonale decorato ai bordi con un raffinato motivo ornamentale a doppia treccia.

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Mosaico delle Stagioni, Palerno

Il Museo Archeologico A. Salinas di Palermo, divenuto museo nazionale nel 1860 e oggi dedicato al celebre Archeologo Antonio Salinas, possiede una delle più ricche collezioni di arte punica e greca; ma fu soprattutto l'afflusso di materiali provenienti dagli scavi effettuati in gran parte in Sicilia, tra cui i grandi mosaici rinvenuti a Palermo, che determinò la rilevanza e il ruolo centrale del museo, considerato l'istituzione museale più importante e antica dell'isola.

Museo Archeologico, Palermo

Oltre al più celebre Mosaico delle Stagioni, il Museo Archeologico A. Salinas di Palermo conserva un altro straordinario tesoro: il mosaico pavimentale che raffigura Orfeo circondato dagli animali. Secondo il mito, infatti, Orfeo, figlio di Calliope, fu un grande poeta e cantore, che con la lira ricevuta in dono da Apollo, suo presunto padre, suonava melodie incantevoli che avevano il potere ammaliante di smuovere le montagne, placare le tempeste e quietare le belve più feroci.

Il Mito

Nel maestoso Mosaico delle Stagioni conservato al Museo A. Salinas di Palermo spicca la figura di Nettuno, dio dei mari. Le sue feste, i Nettunali, si celebravano il 23 luglio con giochi acquatici come le famose naumachie, grandiosi e costosissimi spettacoli in cui si rappresentavano vere e proprie battaglie navali svolte in bacini naturali o artificiali allagati per la circostanza. La più famosa resta quella organizzata da Giulio Cesare a Roma nel 46 a.C. per celebrare i suoi trionfi.

L'opera

La villa Bonanno di Piazza della Vittoria a Palermo fu scoperta casualmente nel 1868 dal Direttore delle Antichità di Sicilia Francesco Cavallari, il quale iniziò a portare alla luce i resti di due costruzioni romane appartenute a famiglie patrizie. Proprio all'interno di uno dei due edifici, formato da una zona abitativa e una termale, è stato ritrovato il celebre Mosaico delle Stagioni, risalente all'età severiana, ovvero ai primi decenni del II sec d.C. I suoi ambienti sono decorati da una ricchissima pavimentazione musiva composta da un grande pannello, ornato al bordo da una cornice a doppia treccia gialla, rossa e verde, suddiviso a sua volta in 20 pannelli separati da 12 medaglioni circolari e a mandorla decorati con raffigurazioni di pesci.

Nel grande tappeto musivo, ispirato a modelli di origine orientale, i soggetti sono rappresentati secondo una precisa disposizione: figure sedute di uomini sapienti da una parte, gli amori di Zeus dall'altra, mentre nella sezione centrale spiccano quattro imponenti medaglioni con le allegorie delle stagioni. L'ultima parte del pannello invece è dedicata ai quattro atlanti e ai busti di divinità posti diagonalmente: Helios, Ercole e il grande Nettuno trionfante fanno da cornice alle figure di Dioniso e del Grifone, affiancate dalla rappresentazione di Europa e di Zeus con le sembianze di un Toro. Il percorso iconologico del mosaico, con le sue raffigurazioni, richiama le allegorie della sfera dionisiaca che alludono alle fasi dell'iniziazione ai culti misterici, diffusi proprio in età severiana accanto alla religione ufficiale.

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